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Discorso di Piero Calamandrei in difesa della Scuola nazionale PDF Stampa E-mail
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Scritto da Piero Calamandrei - Introduzione di Salvatore Borsellino   
Mercoledì 17 Settembre 2008 23:51




Questo discorso di Piero Calamandrei in difesa della Scuola Pubblica ha quasi sessanta anni ma sembra scritto oggi.
La differenza sta nel fatto  che quella che Pietro Calamandrei poneva come una ipotesi astratta è diventata oggi, purtroppo, realtà attraverso un "totalitarismo subdolo, indiretto, torbido. come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre ma che sono pericolosissime".
La differenza sta nel fatto che il "partito dominante" ipotizzato da Pietro Calamandrei oggi non vuole neanche "rispettare la Costituzione" ma vuole anzi deliberatamente stravolgerla non rispettando neppure le procedure che i Padri Costituenti avevano posto a guardia della stessa per impedirne lo scempio e andando avanti a colpi di decreti legge come il "lodo Alfano" con il quale si vuole assicurare l'impunità alle quattro, ma soprattutto ad una, più alte cariche dello Stato.
Il tutto in mezzo all'indifferenza o meglio all'assuefazione dell'opinione pubblica ormai soggiogata con l'antico metodo del "panem et circenses" ( ma tra poco resteranno soltanto i circenses) e al disfacimento di una opposizione che, come dice una delle poche voci non omologate rimaste nel nostro parlamento, oscilla ormai tra la "collaborazione e il collaborazionismo".

Se ne sono accorti per fortuna i nostri giovani e la loro consapovolezza, così lontana dall'ottundimento ormai imperante, ha dato vita ad una rivolta trasversale, senza colori politici dato che di quella cosa sporca che è diventata la politica in Italia tanti giovani si vogliono tenere lontani, che ha fatto sentire l'esigenza ad una delle anime più nere della nostra Repubblica di suggerire all'attuale ministro degli interni di adoperare gli stessi metodi da lui adoperati negli anni 70.
Cioè "infiltrare il movimento di agenti provocatori" per fari si che, con il loro aiuto "devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città" per potere cosi poi avere il pretesto di "mandarli tutti in ospedale, picchiarli e picchiare anche i docenti" , soprattutto "le maestre ragazzine".
Verso i ragazzini quello che giustamente un tempo veniva chiamato "Kossiga" deve avere un odio viscerale, basta ricordare quello che diceva un tempo di Rosario Livatino, il "giudice ragazzino", morto per servire lo Stato, non certo lo Stato rappresentato da Cossiga, e perchè lasciato solo dallo Stato, questa volta si dallo Stato rappresentato da Cossiga.
Quello stesso Cossiga che chiamò a far parte della commissione ristretta costituita per l'emergenza del sequestro Moro anche, sotto falso nome, Licio Gelli. Come chiamare Goering a difendere gli ebrei.
A fronte di queste minacce, a fronte dell'incitamento a usare i manganelli contro i nostri figli che lottano per il loro futuro sarebbe una colpa ben più grave delle tante che già ci portiamo addosso per avere consegnato loro questo paese quello di restare inerti, di approvare a parole la loro rivolta ma delegare solo a loro questa lotta.
Lo abbiamo già fatto in troppe altre occasioni con dei magistrati, con dei poliziotti, con dei giornalisti, con tante altre vittime del potere costretti, anche per colpa nostra, a diventare degli eroi.
E' un dovere imprescindibile per noi scendere in prima linea e offire le nostre fronti, i nostri corpi, a quei manganelli che vorrebbero colpire i nostri giovani.
Siamo noi ad esserci meritato questo paese, non loro.


Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950


Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"




 

Comments:

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mariame   |2008-09-18 16:42:23
Pensai la stessa cosa già quando, nella precedente legislatura, fu approvata la
legge sul finanziamento delle scuole private. Già allora mi indignai
fortemente, visto che si fanno pagare profumatamente, perchè non debbono
reggersi sulle proprie gambe? E' un furto bello e buono delle nostre tasse che
invece di essere investite in servizi vanno ad arrichire le solite tasche. Il
nostro, dicevano, era uno stato assistenzialista, per cui bisognava
privatizzare, parola magica "impresa privata". Ma dov'è questa impresa
privata? Siamo passati da uno stato assistenzialista ad un altro stato
assistenzialista ma solo per ricchi, parenti, amici, amici degli amici,
piduisti, mafiosi eccetera eccetera.
Vento  - Parole sacrosante   |2008-09-18 19:08:57
Questo discorso sembra pronunciato domani!
Hai ragione Mariame, condivido tutto
quello che dici.
Ma dove sono finiti i grandi saggi?
Tra chi ci governa e chi
ci informa non ve n'è traccia alcuna.
arduax   |2008-09-18 22:54:28
La riforma dell' istruzione era, è tuttora, uno dei pilastri portanti, insieme
al controllo dei media del progetto di rinascita democratica che si sta
attuando, oserei dire che si è attuato.
VaronEmanuele   |2008-10-28 15:56:20
La "tattica KOSSIGA" potrebbe essere un sistema molto efficace di
controllo della scuola, a tutti i livelli. L'ultimo passo che manca è il
controllo dell'unica fonte rimasta di "opposizione" ad un potere
dittatoriale, come è quello prospettato dal Piano di Rinascita: il controllo
del potere Giudiziario.
Ale79  - Piero Calamandrei   |2008-10-23 17:09:55
E' incredibile, e decisamente inquietante, notare come quest'impeccabile analisi
risalente al 1950 si sposi perfettamente con la realtà che abbiamo oggi sotto
gli occhi!
Anche il blog di Grillo riportava ieri l'intervento di Calamandrei,
mettendone in risalto il carattere profetico rispetto alla deriva piduista(e
come avrebbe potuto essere altrimenti) insita nei provvedimenti anti-scuola
pubblica del governo Berlusconi. Bisognerebbe far conoscere a più persone
possibili queste lucidissime parole.
Larapax   |2008-10-23 19:01:51
la "mia" scuola (pubblica) ne è tappezzata!... oggi ho scoperto che
anche il preside l'ha fatta girare!!!!!!!!!!!
sempre oggi mi è addirittura
arrivata via mail e anche in questo caso l'ho girata a più persone
possibili!!!!!!
... in fondo tocca un pò tutti... non solo prof, insegnanti e
addetti ai lavori... prima o poi o come studenti o come genitori di studenti ci
toccherà non credi?
...potresti farlo anche tu?!
Per mio figlio... inizio a
ringraziarti!
Lara
Ale79   |2008-10-23 19:47:56
Certo che sono disponibile a farlo! Del resto sono andato apposta a ripescare
questo post un pò datato per rimetterlo, per così dire, all'ordine del giorno.
Anche perchè mi sembra evidente che "affamare" la scuola pubblica per
favorie quella privata (magari più mediocre ma clientelare e politicizzata)sia
davvero, come sosteneva Calamandrei, il modo più subdolo e vergognoso per
ottenere sempre più consenso da future masse istruite (meglio: non istruite)
all'acriticità, e dunque omologate, asservite al pensiero unico. Insomma: hanno
tutto l'interesse a rendere noi e i nostri figli sempre più ignoranti!
salvatore   |2008-10-27 19:09:08
Su questo sito l'intervento di Pietro Calamandrei ha avuto in pochi giorni più
di 9000 accessi, segno, nonostante siano passati quasi sessanta anni da quando
è stato scritto, della sua incredibile attualità. Bisognerebbe che tutta la
stampa italiana, se non fosse ormai largamente omologata al potere, lo
pubblicasse in prima pagina, magari vicino all'intervista di Cossiga per
evidenziare che cosa è la democrazia e che cosa è il fascismo.
Sposterò in
cima alla prima pagina il discorsoo di Calamandrei, lo metterò in evidenza e lo
diffonderò a tutti i miei corrispondenti email : bisogna che la gente apra gli
occhi.
harlock   |2008-10-27 14:33:39
Accanto alle parole di Cossiga credo ci starebbero bene anche le parole di
un altro sardo, di spessore umano ben diverso, e come
Calamandrei ormai ignorato praticamente da tutti:
"Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate
perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza".
Antonio
Gramsci
blackhole   |2008-10-27 16:24:11
quando le parole non passano mai di moda succede così
Ale79   |2008-10-28 14:53:08
Caro Salvatore, volevo ringraziarti per la tempestività con la quale hai
accolto la mia sollecitazione sul discorso di Calamandrei. Ora questo autentico
manifesto di libertà e democrazia ha davvero all'interno del sito tutto lo
spazio e la visibilità che merita!E non poteva essere diversamente...grazie
ancora.
Claudia P   |2008-11-13 17:59:28
Attualissime. Grazie per averle riportate.

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